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l’importanza dei sogni nel cassetto

Chi non ne ha? questi mobili di uso quotidiano rientrano nelle frasi ovvie che tutti, almeno una volta, abbiamo citato. Ci sono “sogni nel cassetto” “scheletri nell’armadio”, ovvi si ma veri e non credete a chi se ne tira fuori dicendo di non averne in entrambi i casi. Lasciamo stare gli scheletri chiusi dentro gli armadi, ci sono già troppi guai in giro per correre il rischio di crearne altri :). Parliamo dei sogni. Personalmente ho sempre avuto tanti sogni da realizzare ed alcuni li consideravo anche irrealizzabili, semplicemente bei sogni a cui pensare ed invece una serie di fortunati (in questo caso) eventi, tanto per citare un titolo famoso, ha fatto in modo che si esaudissero.

Non avrei mai pensato, per citarne uno, che sarei andata a vedere la Sagrada Familia, ed invece…  

Eccone uno scorcio interno ancora in costruzione, perennemente in costruzione.

E poi l’altro grande sogno, un po’ di tutte le persone che conosco a dire il vero, New York              

Scorcio reso famoso da Leone ed inevitabile tappa per noi fans :).

Ma alla fine questi sono sogni facili da realizzare, ci sono sogni che invece richiedono un impegno maggiore che spesso non basta perché in quei sogni includiamo altre persone. Meglio sognare da soli? Forse si ma non mi interessa saperlo, quello che conta veramente è sognare, primo perché c’è una buona possibilità che si realizzino (vedi sopra) secondo perché, tanto per citare frasi ovvie, sono il sale della vita. Il mio sogno nel cassetto? 🙂 non ve lo dico 🙂 🙂

Cucciolo cerca casa

Che fine hanno fatto i fiori? E le sculture? Che fine ha fatto il programma? La fine di tutti i miei programmi 🙂 .  Era lì che mi guardava 🙂 . Quei pantaloni di velluto a righe abbaiavano ogni volta che li prendevo in mano e così ho incominciato a tagliare e lui si è materializzato. Il mio piccolo cucciolo di bassotto ora e qui e mi dice “grazie, avevo proprio voglia di giocare su questo verde prato” :). Non è carino? 🙂 🙂

molle abbandonate

Ho trovato le molle che cercavo 🙂 ma non le ho prese 🙁 .

Tornando a casa a piedi sono passata da una zona poco trafficata dai pedoni ma molto dalle macchine così, per evitare di essere investita, ho preso una deviazione poco trafficata anche dalle macchine. Non è l’inizio di un libro dell’orrore 🙂 ho solo portato la macchina a riparare e il carrozziere sta nella zona industriale della mia città quindi, essendo rimasta a piedi, inevitabilmente sono passata da strade non proprio dello shopping. Per tornare alle molle, la strada-deviazione è usata da quelle persone che non conoscono l’esistenza delle isole ecologiche e pensano che queste strade poco battute siano state create per buttare le cose vecchie e ingombranti. C’erano scatole di maioliche, materassi, mobili rotti e tra questi un vecchio divano completamente distrutto e le molle erano li. Non pensate sia pazza ma le ho trovate bellissime, la forma esatta che cercavo e anche arrugginite al punto giusto. Non le ho prese perché erano ancora ben legate alla struttura del divano e per farlo mi sarebbero serviti degli attrezzi che non avevo con me. L’idea è di tornare con gli attrezzi ed anche un paio di guanti da lavoro, per evitare di farmi male. Gli attrezzi non mi mancano ma non ho trovato nessuno pazzo quanto me che mi accompagnasse perché in fondo, anche se non è un racconto horror, la strada è abbastanza isolata e non mi piacerebbe affatto fare brutti incontri 🙁 . Non perdo le speranze però, in fondo di pazzi il mondo ne è pieno 🙂 .

La mia produzione

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Non è tutto quello che ho fatto ma rappresenta bene quello che faccio cioè un po’ di tutto 🙂 . Ciò che lega queste creazioni è l’uso di materiale che proviene al 90% da recupero di vestiti, maglioni, giocattoli, bomboniere. Ciò che invece manca, almeno io la penso così, è uno stile. Mi sono divertita a cucire tutte queste cose e, riguardandole, mi sento soddisfatta dell’effetto che mi fanno. Chissà forse il mio stile è proprio questo, uno stile legato a nulla, indipendente,  della serie faccio quello che mi pare e quando mi pare se non vi piace passate oltre. 🙂

E a voi cosa piace?

 

come tagliare il feltro

Eccolo qua, il mio nuovo acquisto. Partiamo dall’inizio……..le collane di fiori :). Non le ho dimenticate né abbandonate solo che non avendo una fustellatrice una semplice realizzazione si è trasformata in un problema. Ho provato a tagliare i fiori col mezzo più semplice e comune, le forbici, ma per quanto possa aver cercato di essere precisa il risultato non mi ha soddisfatto.

Carino ma mi sono fermata perché il taglio non netto dei petali rendeva tutto il lavoro modesto. Quindi mi sono attivata su internet cercando soluzioni alternative alla fustellatrice che, non vi nascondo, sono stata più volte vicino a comprarla 🙂 . Sicuramente prima o poi la comprerò ma adesso per me non rappresenta una priorità, avevo bisogno qualcosa di più economico ma che mi desse risultati apprezzabili ed ecco che appare lui, si chiama Dremel versatip.

E’ un saldatore a gas che ha l’opzione di poter cambiare le punte diventando una taglierina o un pirografo. Fantastico no? L’ho provato subito e i cuori che ho tagliato, in pochissimo tempo, sono perfetti. Perché tagliare cuori e non fiori? Semplice, le uniche formine per biscotti che ho in casa hanno quella forma quindi… 🙂

Si certo, ora andrò a cercare e comprare formine per biscotti a forma di fiore e poi, finalmente, realizzerò la mia prima collana. 🙂

il mio stile

Ho pensato, all’inizio di questa passione, che utilizzare stoffa riciclata per creare oggetti fosse uno stile. In parte lo è ma non basta. Il riciclo oggi va molto di moda, lo fanno in tanti ma non tutti i risultati del riciclo sono interessanti. Riflettendo sulla mia scelta, credo di aver confuso lo stile con i materiali che decido di usare per creare.

L’idea dei materiali di scarto è bella ma potrebbe essere vincente se associata a qualcosa di personale, un’espressione tutta mia. L’idea delle sculture nasce proprio da questa ricerca. E’ una strada ambiziosa da percorrere, senza nessuna certezza di “successo” se proprio si vuole pensare al successo. In realtà anche usare la parola successo è ambizioso ma senza ambizione ritengo che non si farebbe nulla, nemmeno questo blog 🙂 quindi l’ambizione è un sentimento giusto se inteso come desiderio legittimo di migliorare la propria posizione ed è proprio questo che io cerco di fare. Il mio stile? Ancora non l’ho trovato, sto solo percorrendo un sentiero che spero presto si trasformi in strada, la mia strada. 🙂

una poracciata

Ieri ho partecipato ad un mercatino. La definizione mercatino è un po’ azzardata, in realtà era una “festa” organizzata da un’associazione culturale dove erano stati invitati alcuni artigiani locali ad esporre i loro lavori. Partecipare ad un mercatino serve, otre a darti visibilità, a poter vendere le tue  creazioni ma soprattutto a verificare se quello che fai piace. Alle persone che sono intervenute a questa festa le mie creazioni non sono piaciute. In realtà confesso che non sarebbero piaciute nemmeno a me. La mia esposizione sembrava, come direbbe una persona cara che conosco, una poracciata. Il termine, abbastanza rozzo, esprime perfettamente il risultato. Questa esperienza mi porta a riflettere su diverse cose: il mio stile, la mia produzione, il mio obbiettivo.

difficile

Non sono sparita. Sto lottando con la mia visione di una scultura di stoffa e la realtà. Le visioni sono perfette, quello che immagini è tangibile quasi sembra facile realizzarlo. Poi ti scontri brutalmente col fattibile. Immagino il mare, le onde, i coralli e quello che poi ottengo è diverso. Le mie stoffe non sono abbastanza oppure io non sono abbastanza. Abbastanza brava da trasformare un’idea in un opera. La determinazione a volte viene meno e lascio decantare ciò che ho ottenuto guardandolo, di tanto in tanto, come se potesse trasformarsi i quello che vorrei. Ci provo e ci proverò ancora. Rimpiango gli alberelli di natale e le bambole, così semplici e gratificanti.

creativo, chi è costui?

Ho proprio voglia di dire la mia, chi sono i creativi? Oggi mi sembra che la definizione di questo termine si sia allargata a dismisura prendendo aspetti che non le appartengono. Definendomi anch’io creativa mi sono affiliata a diverse pagine o gruppi catalogati sotto questo termine. Col tempo però mi sono resa conto di una cosa, questi gruppi non sono composti da creativi ma da persone abili che trovo più corretto definire artigiani. Se so ricreare un gufo di stoffa seguendo un video su youtube o anche guardando semplicemente alcune foto, non sono un creativo al massimo un artigiano, forse anche un copione 🙂 .  Questa voglia di far da se, abbinando abilità manuali a tempo e passione, ha creato un mondo che è diventato terreno facile per chi invece ha come abilità quella di fare un business sulle passioni della gente. Siamo pieni di video, fiere, mostre, senza parlare di prodotti che servono a “creare”. Beh vi confesso che anch’io faccio parte dei “copioni” e ho realizzato oggetti ispirandomi ad altri visti su giornali o sul web. Ma considero questo mio aspetto un percorso utile a capire le varie tecniche, di cucito nel mio caso, che si possono utilizzare per poi creare. Non voglio criticare le persone che realizzano fiori o pupazzi che si somigliano fra di loro, importante è capire che non siamo creativi per questo. Il mio progetto va oltre la realizzazione di un cane di stoffa. Vorrei realizzare le mie idee perché, al di là che possano piacere o meno, solo così asseconderei la mia creatività. Ci sto provando e mi rendo conto che è molto difficile. Ideare è facile, progettare un po’ meno, realizzare è il top della difficoltà. Una buona realizzazione richiede tempo, in cui gli spazi di vuoto non sono altro che viaggi nel nostro io interiore per capire dove vogliamo arrivare. Ma dai! sono diventata così seria? AHAHAHAH Però è vero.

Continuerò su questa strada perché è l’unica che mi permetterà di definirmi creativa con tutto il diritto di farlo.

Una collezione inestimabile

Ditemi, anche voi siete come me? Anche a voi piace “raccogliere” oggetti dello stesso genere o forma e conservarli?

Si, penso, come tutti noi. Collezionare qualcosa è un bel gioco che si fa sin da bambini, ok non tutti ma quasi, dai ammettiamolo.

Chi non ha collezionato sottobicchieri, pacchetti di sigarette, teiere, papere……… posso continuare per righe e righe ma io ho una collezione fantastica che non so quanti possiedono 🙂 .

La collezione delle idee da realizzare 🙂 .

Sono tante, infinite direi perché in qualche modo, sfacciatamente, il mio cervello continua a produrne senza attendere che l’ultima sia stata realizzata. Bauman https://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman  diceva che la nostra epoca è caratterizzata dalla liquidità, no, non perché si stanno sciogliendo i ghiacciai ( anche quello 🙂 ) ma perché tutto scorre veloce, come l’acqua. Ciò che ci piaceva ieri oggi ha perso interesse e andiamo alla ricerca di altro, sempre altro. Siamo assetati di novità. Perciò il mio cervello continua a sfornare idee, alcune anche interessanti, ma le mie mani non lo seguono altrettanto velocemente. Ok non siete caduti nella mia trappola 🙂 . Tante parole per dire semplicemente che sono terribilmente indietro con la mia seconda scultura 🙁 e anche le collane di fiori sono ancora un’idea da realizzare. Però su Bauman non ho mentito 🙂 è una lettura interessante, ve lo consiglio. A presto 🙂

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