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il mio stile

Ho pensato, all’inizio di questa passione, che utilizzare stoffa riciclata per creare oggetti fosse uno stile. In parte lo è ma non basta. Il riciclo oggi va molto di moda, lo fanno in tanti ma non tutti i risultati del riciclo sono interessanti. Riflettendo sulla mia scelta, credo di aver confuso lo stile con i materiali che decido di usare per creare.

L’idea dei materiali di scarto è bella ma potrebbe essere vincente se associata a qualcosa di personale, un’espressione tutta mia. L’idea delle sculture nasce proprio da questa ricerca. E’ una strada ambiziosa da percorrere, senza nessuna certezza di “successo” se proprio si vuole pensare al successo. In realtà anche usare la parola successo è ambizioso ma senza ambizione ritengo che non si farebbe nulla, nemmeno questo blog 🙂 quindi l’ambizione è un sentimento giusto se inteso come desiderio legittimo di migliorare la propria posizione ed è proprio questo che io cerco di fare. Il mio stile? Ancora non l’ho trovato, sto solo percorrendo un sentiero che spero presto si trasformi in strada, la mia strada. 🙂

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una poracciata

Ieri ho partecipato ad un mercatino. La definizione mercatino è un po’ azzardata, in realtà era una “festa” organizzata da un’associazione culturale dove erano stati invitati alcuni artigiani locali ad esporre i loro lavori. Partecipare ad un mercatino serve, otre a darti visibilità, a poter vendere le tue  creazioni ma soprattutto a verificare se quello che fai piace. Alle persone che sono intervenute a questa festa le mie creazioni non sono piaciute. In realtà confesso che non sarebbero piaciute nemmeno a me. La mia esposizione sembrava, come direbbe una persona cara che conosco, una poracciata. Il termine, abbastanza rozzo, esprime perfettamente il risultato. Questa esperienza mi porta a riflettere su diverse cose: il mio stile, la mia produzione, il mio obbiettivo.

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difficile

Non sono sparita. Sto lottando con la mia visione di una scultura di stoffa e la realtà. Le visioni sono perfette, quello che immagini è tangibile quasi sembra facile realizzarlo. Poi ti scontri brutalmente col fattibile. Immagino il mare, le onde, i coralli e quello che poi ottengo è diverso. Le mie stoffe non sono abbastanza oppure io non sono abbastanza. Abbastanza brava da trasformare un’idea in un opera. La determinazione a volte viene meno e lascio decantare ciò che ho ottenuto guardandolo, di tanto in tanto, come se potesse trasformarsi i quello che vorrei. Ci provo e ci proverò ancora. Rimpiango gli alberelli di natale e le bambole, così semplici e gratificanti.

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creativo, chi è costui?

Ho proprio voglia di dire la mia, chi sono i creativi? Oggi mi sembra che la definizione di questo termine si sia allargata a dismisura prendendo aspetti che non le appartengono. Definendomi anch’io creativa mi sono affiliata a diverse pagine o gruppi catalogati sotto questo termine. Col tempo però mi sono resa conto di una cosa, questi gruppi non sono composti da creativi ma da persone abili che trovo più corretto definire artigiani. Se so ricreare un gufo di stoffa seguendo un video su youtube o anche guardando semplicemente alcune foto, non sono un creativo al massimo un artigiano, forse anche un copione 🙂 .  Questa voglia di far da se, abbinando abilità manuali a tempo e passione, ha creato un mondo che è diventato terreno facile per chi invece ha come abilità quella di fare un business sulle passioni della gente. Siamo pieni di video, fiere, mostre, senza parlare di prodotti che servono a “creare”. Beh vi confesso che anch’io faccio parte dei “copioni” e ho realizzato oggetti ispirandomi ad altri visti su giornali o sul web. Ma considero questo mio aspetto un percorso utile a capire le varie tecniche, di cucito nel mio caso, che si possono utilizzare per poi creare. Non voglio criticare le persone che realizzano fiori o pupazzi che si somigliano fra di loro, importante è capire che non siamo creativi per questo. Il mio progetto va oltre la realizzazione di un cane di stoffa. Vorrei realizzare le mie idee perché, al di là che possano piacere o meno, solo così asseconderei la mia creatività. Ci sto provando e mi rendo conto che è molto difficile. Ideare è facile, progettare un po’ meno, realizzare è il top della difficoltà. Una buona realizzazione richiede tempo, in cui gli spazi di vuoto non sono altro che viaggi nel nostro io interiore per capire dove vogliamo arrivare. Ma dai! sono diventata così seria? AHAHAHAH Però è vero.

Continuerò su questa strada perché è l’unica che mi permetterà di definirmi creativa con tutto il diritto di farlo.

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Una collezione inestimabile

Ditemi, anche voi siete come me? Anche a voi piace “raccogliere” oggetti dello stesso genere o forma e conservarli?

Si, penso, come tutti noi. Collezionare qualcosa è un bel gioco che si fa sin da bambini, ok non tutti ma quasi, dai ammettiamolo.

Chi non ha collezionato sottobicchieri, pacchetti di sigarette, teiere, papere……… posso continuare per righe e righe ma io ho una collezione fantastica che non so quanti possiedono 🙂 .

La collezione delle idee da realizzare 🙂 .

Sono tante, infinite direi perché in qualche modo, sfacciatamente, il mio cervello continua a produrne senza attendere che l’ultima sia stata realizzata. Bauman https://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman  diceva che la nostra epoca è caratterizzata dalla liquidità, no, non perché si stanno sciogliendo i ghiacciai ( anche quello 🙂 ) ma perché tutto scorre veloce, come l’acqua. Ciò che ci piaceva ieri oggi ha perso interesse e andiamo alla ricerca di altro, sempre altro. Siamo assetati di novità. Perciò il mio cervello continua a sfornare idee, alcune anche interessanti, ma le mie mani non lo seguono altrettanto velocemente. Ok non siete caduti nella mia trappola 🙂 . Tante parole per dire semplicemente che sono terribilmente indietro con la mia seconda scultura 🙁 e anche le collane di fiori sono ancora un’idea da realizzare. Però su Bauman non ho mentito 🙂 è una lettura interessante, ve lo consiglio. A presto 🙂

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La fine di una passione

Avete capito male 🙂 , non è finita la mia passione creativa solo la mia prima scultura ” Passion “.

La passione maschile e quella femminile, indipendenti e unite dalla tortuosità del legno che rappresenta la vita.

AHAHAH! ok mi sono presa tropo sul serio. Comunque è finita, che ne pensate? Si lo so, avevo detto una scultura al mese e questa doveva essere finita a Gennaio, però è finita e ora si parte con un’altra scultura…………

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Collane di fiori

Mentre scrivevo il titolo ho evocato questa bella immagine

Siete mai stati alle Hawaii ? Io no 🙁  ma chissà un giorno……..

Torniamo a noi 🙂 . Non ho mai lavorato il feltro e non ho nemmeno l’attrezzatura per farlo ma l’altro giorno un’amica mi ha chiesto se potevo farle una collana di fiori di feltro.

Oddio, queste richieste mi lasciano sempre disorientata, non riesco mai a dire di no, specialmente ad un’amica ma io non lavoro il feltro!!! Ho tante cose che ho fatto nell’armadio, non ti piacerebbe prenderne una? Questo è quello che avrei voluto rispondere ed invece ” si certo, come la vuoi? colorata, corta, lunga “. In più mi dovrò confrontare con una collana che lei aveva ma ha perso e le piaceva tanto. Ma in che guai mi ficco? Siccome sono una persona positiva 🙂 affronto questa sfida con entusiasmo anzi ne approfitto ed aggiungerò al mio blog informazioni tecniche anche per voi. Se per caso c’è qualcuno che invece ha informazioni da passarmi ne sarei veramente felice 🙂 . Vediamo come finisce questa storia…………

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Vi spiego Pinterest

Oggi non vi parlo di me, era ora lo so 🙂 . Volevo parlarvi di Pinterest. Loro si definiscono il catalogo mondiale delle idee, condivido. Se cercate idee è un social network fantastico. Quali idee? devo dire tutte, perlomeno tutte quelle che io ho cercato, da come arredare la casa alle tendenze nell’abbigliamento per non parlare del fai da te. A mio avviso ha un difetto, siccome lo spirito di Pinterest è creare “bacheche” prendendo immagini dal web il risultato è che si ripete. Però funziona. Quando mi sono registrata pensavo potesse essere una vetrina per le mie creazioni e ho creato la mia bacheca chiamandola “cose belle”. Nessuno la visualizzava. Poi ho cominciato a metterci dentro immagini di lavori che potevano interessarmi, prese da altri, salvare un pin nel loro gergo. E qualcuno mi ha visualizzato salvando a sua volta i pin che avevo salvato io, nella propria bacheca naturalmente. Non delle mie creazioni però 🙂 . Quindi mi sono accorta che è un “copia incolla” generale, un po’ una sciocchezza direte. No, i pin rimbalzano e si moltiplicano da soli diventando ripetitivi ma nello stesso tempo acquistando visibilità. Le mie creazioni sono rimaste invisibli ma anche per colpa mia, ho smesso di pubblicare le mie foto salvando solo quelle degli altri. Mi sono fatta prendere la mano da questo gioco usandolo non a mio vantaggio 🙂 . Comunque è una piattaforma che consiglio https://it.pinterest.com/ dategli un’occhiata, non vi fa vedere molto, per avere accesso totale dovete registrarvi. Sono sicura che piacerà anche a voi e, nel caso, date un’occhiata alla mia bacheca e poi seguitemi, anche li, se vi va 🙂 .

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Non fidarti degli artigiani

Oggi mi è stato detto che non mi devo fidare degli artigiani e sapete chi me lo ha detto? Un artigiano. E’ un’assurdità, un incongruenza, un paradosso. Io sono un artigiano, perché quando lavoro alle mie creazioni uso le mani e questo mi differenzia dai prodotti di massa creati dalle macchine. Permettetemi però di dire che quello che soprattutto mi differenzia è la passione che metto nelle mie creazioni. Ognuna è figlia di un progetto, di una ricerca e anche di un po’ di fatica. Un artigiano può sbagliare ma se lo fa, il primo ad essere mortificato è proprio lui. Invece l’artigiano, a cui mi sono rivolta per le mie necessità, un vetraio, mi ha detto che sbagliano tutti, persino i medici in ospedale, quindi si è indignato delle mie lamentele. Il suo atteggiamento, arrogante e maleducato, mi ha offeso come persona e come artigiano. Continuerò a fidarmi degli artigiani, perché apprezzo quel valore in più che hanno da offrirti, perché non sono gli artigiani il problema ma gli uomini che si nascondono dietro.

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