Archivio mensile: maggio 2017

Cucciolo cerca casa

Che fine hanno fatto i fiori? E le sculture? Che fine ha fatto il programma? La fine di tutti i miei programmi 🙂 .  Era lì che mi guardava 🙂 . Quei pantaloni di velluto a righe abbaiavano ogni volta che li prendevo in mano e così ho incominciato a tagliare e lui si è materializzato. Il mio piccolo cucciolo di bassotto ora e qui e mi dice “grazie, avevo proprio voglia di giocare su questo verde prato” :). Non è carino? 🙂 🙂

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molle abbandonate

Ho trovato le molle che cercavo 🙂 ma non le ho prese 🙁 .

Tornando a casa a piedi sono passata da una zona poco trafficata dai pedoni ma molto dalle macchine così, per evitare di essere investita, ho preso una deviazione poco trafficata anche dalle macchine. Non è l’inizio di un libro dell’orrore 🙂 ho solo portato la macchina a riparare e il carrozziere sta nella zona industriale della mia città quindi, essendo rimasta a piedi, inevitabilmente sono passata da strade non proprio dello shopping. Per tornare alle molle, la strada-deviazione è usata da quelle persone che non conoscono l’esistenza delle isole ecologiche e pensano che queste strade poco battute siano state create per buttare le cose vecchie e ingombranti. C’erano scatole di maioliche, materassi, mobili rotti e tra questi un vecchio divano completamente distrutto e le molle erano li. Non pensate sia pazza ma le ho trovate bellissime, la forma esatta che cercavo e anche arrugginite al punto giusto. Non le ho prese perché erano ancora ben legate alla struttura del divano e per farlo mi sarebbero serviti degli attrezzi che non avevo con me. L’idea è di tornare con gli attrezzi ed anche un paio di guanti da lavoro, per evitare di farmi male. Gli attrezzi non mi mancano ma non ho trovato nessuno pazzo quanto me che mi accompagnasse perché in fondo, anche se non è un racconto horror, la strada è abbastanza isolata e non mi piacerebbe affatto fare brutti incontri 🙁 . Non perdo le speranze però, in fondo di pazzi il mondo ne è pieno 🙂 .

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La mia produzione

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Non è tutto quello che ho fatto ma rappresenta bene quello che faccio cioè un po’ di tutto 🙂 . Ciò che lega queste creazioni è l’uso di materiale che proviene al 90% da recupero di vestiti, maglioni, giocattoli, bomboniere. Ciò che invece manca, almeno io la penso così, è uno stile. Mi sono divertita a cucire tutte queste cose e, riguardandole, mi sento soddisfatta dell’effetto che mi fanno. Chissà forse il mio stile è proprio questo, uno stile legato a nulla, indipendente,  della serie faccio quello che mi pare e quando mi pare se non vi piace passate oltre. 🙂

E a voi cosa piace?

 

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come tagliare il feltro

Eccolo qua, il mio nuovo acquisto. Partiamo dall’inizio……..le collane di fiori :). Non le ho dimenticate né abbandonate solo che non avendo una fustellatrice una semplice realizzazione si è trasformata in un problema. Ho provato a tagliare i fiori col mezzo più semplice e comune, le forbici, ma per quanto possa aver cercato di essere precisa il risultato non mi ha soddisfatto.

Carino ma mi sono fermata perché il taglio non netto dei petali rendeva tutto il lavoro modesto. Quindi mi sono attivata su internet cercando soluzioni alternative alla fustellatrice che, non vi nascondo, sono stata più volte vicino a comprarla 🙂 . Sicuramente prima o poi la comprerò ma adesso per me non rappresenta una priorità, avevo bisogno qualcosa di più economico ma che mi desse risultati apprezzabili ed ecco che appare lui, si chiama Dremel versatip.

E’ un saldatore a gas che ha l’opzione di poter cambiare le punte diventando una taglierina o un pirografo. Fantastico no? L’ho provato subito e i cuori che ho tagliato, in pochissimo tempo, sono perfetti. Perché tagliare cuori e non fiori? Semplice, le uniche formine per biscotti che ho in casa hanno quella forma quindi… 🙂

Si certo, ora andrò a cercare e comprare formine per biscotti a forma di fiore e poi, finalmente, realizzerò la mia prima collana. 🙂

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il mio stile

Ho pensato, all’inizio di questa passione, che utilizzare stoffa riciclata per creare oggetti fosse uno stile. In parte lo è ma non basta. Il riciclo oggi va molto di moda, lo fanno in tanti ma non tutti i risultati del riciclo sono interessanti. Riflettendo sulla mia scelta, credo di aver confuso lo stile con i materiali che decido di usare per creare.

L’idea dei materiali di scarto è bella ma potrebbe essere vincente se associata a qualcosa di personale, un’espressione tutta mia. L’idea delle sculture nasce proprio da questa ricerca. E’ una strada ambiziosa da percorrere, senza nessuna certezza di “successo” se proprio si vuole pensare al successo. In realtà anche usare la parola successo è ambizioso ma senza ambizione ritengo che non si farebbe nulla, nemmeno questo blog 🙂 quindi l’ambizione è un sentimento giusto se inteso come desiderio legittimo di migliorare la propria posizione ed è proprio questo che io cerco di fare. Il mio stile? Ancora non l’ho trovato, sto solo percorrendo un sentiero che spero presto si trasformi in strada, la mia strada. 🙂

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una poracciata

Ieri ho partecipato ad un mercatino. La definizione mercatino è un po’ azzardata, in realtà era una “festa” organizzata da un’associazione culturale dove erano stati invitati alcuni artigiani locali ad esporre i loro lavori. Partecipare ad un mercatino serve, otre a darti visibilità, a poter vendere le tue  creazioni ma soprattutto a verificare se quello che fai piace. Alle persone che sono intervenute a questa festa le mie creazioni non sono piaciute. In realtà confesso che non sarebbero piaciute nemmeno a me. La mia esposizione sembrava, come direbbe una persona cara che conosco, una poracciata. Il termine, abbastanza rozzo, esprime perfettamente il risultato. Questa esperienza mi porta a riflettere su diverse cose: il mio stile, la mia produzione, il mio obbiettivo.

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